IL PARCO ARCHEOLOGICO DI TUSCOLO: CUORE STORICO DEI CASTELLI ROMANI

Le origini dell’antica Tusculum si perdono nella notte dei tempi: leggenda vuole che sia stata fondata da Telegono, figlio di Ulisse e della maga Circe; vero è che le prime testimonianze di frequentazione umana risalgono al XVI secolo a.C.
L’area archeologica è incuneata tra i comuni di Montecompatri, Monte Porzio, Frascati e Grottaferrata, e sovrappone testimonianze di diverse epoche storiche, dalla sua origine preromana fino alla distruzione, avvenuta nel 1191.

TIP: da Roma si può raggiungere il sito in macchina, percorrendo la Roma-Napoli e prendendo l’uscita “Monte Porzio Catone”; da qui seguite le indicazioni per l’area archeologica. Una volta raggiunto il parcheggio, arriverete in cima alla collina con una piacevole passeggiata.

L’ingresso costa solo 3€ e vi permetterà di trascorrere un bel pomeriggio immersi nella natura e nella storia; come? 
Dovete sapere che Tusculum era una delle più importanti città della Lega Latina e che dette molto filo da torcere ai Romani che, tuttavia, la sconfissero, annettendola al loro territorio, nella battaglia presso il Lago Regillo nel 496 a.C.. Divenne, così, meta prediletta di scrittori, senatori e uomini di spicco della società romana, che la elessero per costruire le proprie ville estive. In epoca medievale, i Conti di Tuscolo le diedero nuovo splendore e importanza, fino alla sua distruzione, nel 1191. Il percorso di visita vi porterà attraverso il foro e il quartiere abitativo, sino a giungere allo splendido teatro.

Il Teatro Romano di Tuscolo

TIP: dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1984 la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini ha acquisito la proprietà del sito, dando vita ad un percorso di riscoperta scientifica e di valorizzazione, grazie al contributo della Escuela Espanola di Hystoria e Arqueologia en Roma-CSIC.

Il teatro è, sicuramente, il monumento identitario dell’area archeologica, portato alla luce dopo ben undici campagne di scavi, succedutesi tra il 1998 e il 2004. Costruito nel 75 a.C., è uno splendido esempio di architettura classica romana, con la tradizionale cavea a semicerchio, di circa cinquanta metri, suddivisa in quattro settori; nel periodo di massimo splendore cittadino, il teatro arrivava ad ospitare 2000 spettatori.

TIP: dal settembre del 2003 è stato riportato in attività dalla Comunità Montana e, ora, è il palcoscenico per numerosi spettacoli.

All’esterno del perimetro dell’antica città, altro importante monumento è l’anfiteatro, risalente al II secolo d.C.: occupa l’estremità superiore di una piccola valle che, un tempo, costituiva il Sacro Bosco. Nel XVII secolo era già conosciuto come “Accademia di Cicerone”, visto che questo illustre personaggio visse e lavorò a lungo a Tusculum, ma solo nell’Ottocento venne parzialmente scavato. Non è mai stato interessato, tuttavia, da scavi sistematici, tant’è che è ancora parzialmente interrato.


Come concludere al meglio questa piacevole giornata? Mangiando un buon piatto di carbonara o di amatriciana in una fraschetta: Ariccia è poco distante!

MINI TOUR DEGLI STATI UNITI: COSA VEDERE A SAN FRANCISCO

Direi che non c’è città migliore di San Francisco per iniziare un tour della California. Situata al centro dell’omonima baia, affascina milioni di turisti ogni anno per la sua particolare ubicazione geografica, da un lato abbarbicata sulle colline che dominano il suo profilo, dall’altro affacciata sul mare. È definita la più europea delle città americane per l’aria bohemien che si respira passeggiando per le sue strade.

TIP: San Francisco è nata come colonia religiosa dedicata a San Francesco d’Assisi.

San Francisco Bay
Foto di L. Frabotta

Le principali attrazioni si concentrano in un’area abbastanza circoscritta, che sarà facile visitare a piedi e con i mezzi di trasporto pubblico, senza bisogno di affittare una macchina ed evitare, così, di essere ingurgitati nel traffico!

TIP: dai tram storici, chiamati cable cars, agli autobus, ai classici bus tour, sono tutte ottime opzioni per girare la città e vederla a fondo.

Union Square
Foto di L. Frabotta
Tre giorni sono più che sufficienti da dedicare a San Francisco, per poi andare all’esplorazione della West Coast. Anche se scegliete di partire durante il periodo estivo, ricordatevi che qui tira sempre vento, un vento molto freddo: quindi, mettete in valigia un giubottino e un cappello, non dimenticateli!

Passerei in rassegna con voi i posti che mi hanno fatto innamorare letteralmente di questa città.


UNION SQUARE

Forse la piazza più famosa di San Francisco, circondata da alberghi di lusso, bei negozi e teatri. Da qui ci si può spingere fino al Financial District dove campeggia uno dei simboli della città: la Transamerica Pyramid, grattacielo di 260 metri dalla forma particolarissima.

TIP: non potete resistere ad una fetta di cheesecake? Allora salite all’ultimo piano del palazzo di Macy’s (su Union Square) e sedetevi alla Cheesecake Factory: vi sembrerà di essere dentro Big Bang Theory!

CHINATOWN

Sapete che la Chinatown di San Francisco è la più grande comunità cinese fuori dall’Asia? Entrando dal Dragon’s Gate, a pochi passi da Union Square, sarete catapultati in 3,5 chilometri quadrati di Oriente, dimenticandovi completamente di essere in California! 


Chinatown
Foto di L. Frabotta
Il quartiere venne fondato nel 1848 e da allora il flusso migratorio da Hong Kong e dal Guangdong fu veramente massiccio: pensate che oggi vi risiedono oltre 100.000 persone, molte delle quali parlano esclusivamente mandarino! Bei palazzi costruiti in stile orientale, templi, negozi di antiquariato e chincaglierie, sale da tè accompagneranno una piacevole passeggiata: non dimenticatevi di andare a Stockton Street, principale strada dello shopping, di assistere alla creazione dei biscotti della fortuna alla Golden Gate Fortune Cookie Factory e di fotografare il Sing Chong Building, il primo palazzo ad essere ricostruito dopo il terremoto del 1906.

LOMBARD STREET

Lombard Street
Foto di L. Frabotta
Vi ho già accennato al fatto che San Francisco si sviluppa su colline, un po’ come Roma. Una di queste è Russian Hill, sulla quale si inerpica la strada più tortuosa d’America: Lombard Street, caratterizzata da infiniti tornanti abbelliti da esplosioni di fiori. Da qui potrete godere anche di una delle più belle viste sulla città!

FISHERMAN’S WARF

Il Molo del Pescatore è uno dei punti di ritrovo della città. L’antico quartiere dei pescatori oggi è animato da locali, negozi ed attrazioni più o meno turistiche, alle quali è impossibile non cedere. Il modo più caratteristico per arrivarci è con la cable car (di cui vi parlerò nello specifico), prendendo un mezzo della linea Powell/Mason fino al capolinea di Powell Street. 


Fisherman's Wharf
Foto di L. Frabotta
Passeggiando su Beach Street, non vi sfuggiranno The Cannery, un particolarissimo centro commerciale ospitato nei caratteristici edifici a mattoncini rossi di una ex fabbrica, e la Ghirardelli Square, il paradiso degli amanti dei dolci ma, soprattutto, della cioccolata; qui, infatti, si trovava la sede storica di una delle più rinomate cioccolaterie italiane della città, la Ghirardelli Chocolate Company, oggi sostituita da una serie di pasticcerie, gelaterie e bar con una splendida vista panoramica. 
Passando per l’Hyde Street Pier, potrete dare un’occhiata a cinque navi storiche, sentendovi catapultati in qualche romanzo piratesco, fino ad approdare al Pier 39, famoso per l’Aquarium of the Bay, la casa galleggiante delle otarie di San Francisco (vi avverto, l’odore è molto forte), le esibizioni di artisti di strada e la giostra dal sapore d’altri tempi San Francisco Carousel


Le otarie al Pier 39
Foto di L. Frabotta
Tra un gelato, una pannocchia di mais e un corn dog (un wurstel su stecco fritto in una pastella di mais), non fate i timidi ed entrate in tutti i bizzarri negozi del molo: chissà che non troviate proprio quello che stavate cercando.

Vi consiglio vivamente questa zona per cenare: molti ristoranti hanno degli affacci sulla baia e non c’è niente di più romantico che un bel tramonto guardando la San Francisco Bay. Da Chowders al Pier 39 ho mangiato una delle cose più buone della mia vita: la clam chowder, una zuppa di vongole e frutti di mare, servita in una forma di pane, una vera bontà!

La clam chowder

TIP: a pochi minuti a piedi dal Pier 39, non perdetevi la Coit Tower, la torre art decò, alta 64 metri, che svetta sulla città dal 1934; offre una vista a 360 gradi sulla città e sulla baia, fino ad arrivare ad Alcatraz.

ALCATRAZ

Nel mezzo della San Francisco Bay si staglia The Rock, l’isola di Alcatraz, che ospita il penitenziario più famoso del mondo. 

Dismesso nel 1963, vi sono stati rinchiusi criminali del calibro di Al Capone. Molti vogliono visitare questa prigione, tristemente famosa per la sua inaccessibilità e per le durissime condizioni di detenzione. Il tour dura circa un’ora e, con l’ausilio di un’audioguida, vi condurrà a scoprire le terribili condizioni di vita all’interno del penitenziario più inospitale d’America, riservato solo ai criminali più incalliti.

Alcatraz
Foto di L. Frabotta

TIP: tenete presente che se non volete rischiare di non trovare posto, dovete muovervi con largo anticipo per prenotare un tour di Alcatraz, oltre un mese prima del vostro arrivo a San Francisco. I traghetti che vi accompagneranno sull’isola sono dell’Alcatraz Cruises, in partenza dal Pier 33.

CABLE CAR

Come accennato prima, i tram storici di San Francisco, costituiscono non solo uno dei mezzi più comodi per muoversi lungo i saliscendi cittadini, ma sono una vera e propria attrazione. 


Cable Car
Foto di L. Frabotta
Questi vagoni in legno dal fascino vintage, operano in città dal 1873. Il sistema di movimento è molto particolare, visto che non hanno bisogno di un motore: ad un cavo di ferro, che scorre ad una velocità costante sotto la superficie stradale, si “aggancia” la cable car in superficie. Al capolinea è situata una piattaforma girevole che consente alla cable car di girarsi e riprendere il percorso. Ci sono due linee attive, la Powell – Mason e la Powell Hyde, entrambe con partenza in Market Street, ma con due diversi itinerari. Un consiglio: prendete sempre la cable car al capolinea per non rischiare di non trovare posto, visto che sono mezzi piccoli e molto usati da turisti e non!

ALAMO SQUARE

Questa particolare piazza è diventata uno dei simboli cittadini per le “Painted Ladies”, le deliziose case vittoriane dalle coloratissime facciate, che la coronano.

Le Painted Ladies
Foto di L. Frabotta

HAIGHT ASHBURY

Questo è il quartiere che ha dato i natali al movimento hippy ed è uno dei più interessanti dal punto di vista storico ed architettonico. È qui che nella seconda metà degli anni ’60 è esploso il fenomeno della Summer of Love: migliaia di giovani si radunavano qui nel tentativo di creare una nuova società basata sugli ideali di pace, amore e libertà. 

Oggi troverete un quartiere che vive ancora nel ricordo di quegli anni, tra sgargianti murales, botteghe mistiche dal sapore tibetano, vetrine di abiti vintage dagli improbabili colori e negozi di dischi. Non vi potrà sfuggire, lungo Haight Street, The Red Victorian, lo storico B&B testimone di tutte le vicissitudini affrontate dal quartiere.

The Red Victorian
Foto di L. Frabotta

GOLDEN GATE BRIDGE

Ho lasciato per ultimo il simbolo indiscusso di San Francisco, grazie al quale è conosciuta in tutto il mondo: il Golden Gate Bridge, il mastodontico ponte rosso che congiunge la città alla contea di Marin. I 2700 metri di lunghezza sono sorretti da 2 giganteschi piloni, chiamati anche a resistere ai forti venti e alle correnti della baia. Terminato nel 1937, divenne il ponte sospeso più lungo del mondo, record che detenne fino al 1963 quando il Narrows Bridge unì le sponde di Brooklyn a quelle di Staten Island.

TIP: si deve al suo architetto la scelta fortunata del colore rosso; in realtà, la Marina Americana l’avrebbe voluto di colore grigio con bande gialle, per essere meglio visibile nella nebbia, una costante della città.

Il Golden Gate Bridge
Foto di L. Frabotta

Vi sconsiglio di attraversarlo interamente a piedi, un po’ per la lunghezza, un po’ per la nebbia, ma, soprattutto, per il vento gelido che lo sferza sempre! Io mi sono messa a bordo di un bus sightseeing e mi sono goduta appieno il suo attraversamento.

Spero di avervi invogliato a scegliere San Francisco come meta per il vostro prossimo viaggio: ne sarete entusiasti! 

COLORI DEGLI ETRUSCHI ALLA CENTRALE MONTEMARTINI


La civiltà etrusca è da sempre avvolta in un alone di mistero, dovuto soprattutto alla mancanza di testimonianze scritte e alla lacunosità delle informazioni in merito all’alfabeto adottato.

Da qualche anno, tuttavia, nuova luce è stata accesa su questo popolo, precursore in molti campi (dall’ingegneria, all’economia, all’arte) dei più celebrati antichi romani.
La mostra “Colori degli Etruschi” alla Centrale Montemartini rientra in questo rinnovato interesse, esponendo testimonianze fondamentali per ricostruire la storia della pittura etrusca, arrivate fino a noi grazie all’azione di contrasto del traffico illegale di reperti archeologici dell’Arma dei Carabinieri.

Nel 2016 il Nucleo Tutela Patrimonio Patrimonio culturale ha recuperato nel porto franco di Ginevra molti reperti archeologici sottratti illegalmente all’Italia tra cui una straordinaria serie di lastre parietali e di frammenti architettonici etruschi dalla vivace policromia. L’attenta attività di studio e restauro, resa ancor più difficile dalla decontestualizzazione dei medesimi, ha portato a riconoscervi lastre dipinte provenienti dall’antica Cerveteri. Questi preziosi materiali, datati tra il 530 e il 480 a.C., sono stati esposti per la prima volta in una mostra tenutasi nel 2018 presso il Castello di Santa Severa. L’esposizione romana arricchisce quanto già precedentemente esposto al grande pubblico, grazie ad un allestimento rinnovato e aggiornato con gli ultimi risultati delle ricerche.


Ricostruzione di lastre parietali etrusche dipinte
Foto di Martina

Le terrecotte dipinte etrusche recuperate sono state suddivise per temi e tipologie all’interno del percorso museale, mettendole a confronto con altri preziosi materiali, in molti casi inediti. In questo modo diventano fonte di preziose informazioni, tornando a fornire un inestimabile contributo alla conoscenza della produzione artistica dell’antica Caere nel momento del suo massimo splendore culturale. I materiali archeologici di confronto esposti per approfondire le diverse tematiche sono in parte anch’essi frutto di recuperi effettuati dall’Arma dei Carabinieri e in parte derivanti da restituzioni effettuate in base ad accordi internazionali tra il Mibac e alcuni importanti musei stranieri. A questi si affianca un nutrito numero di vasi attici a figure nere e rosse appartenente alla collezione Castellani dei Musei Capitolini, normalmente non esposti, scelti per l’affinità di tematiche.

Fiore all’occhiello della mostra è la sala in cui sono esposti i sarcofagi, con i relativi scheletri e corredo funebre, di Crepereia Tryphaena e Crepereius Euhodus, databili alla seconda metà del II secolo d.C..


Sarcofago di Crepereia Tryphaena
Foto di Martina

Il loro ritrovamento avvenne nel 1889, in occasione degli scavi per la costruzione del Palazzo di Giustizia nel quartiere Prati. L’eccezionalità della scoperta e la ricchezza del corredo funebre della giovane fanciulla colpirono il poeta Pascoli a tal punto che scrisse a riguardo alcuni versi, rendendo Crepereia Tryphaena immortale.

Questo insolito viaggio nella produzione artistica etrusca si conclude con un omaggio all’infaticabile attività svolta da Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio nel cinquantenario dalla loro istituzione, impegnati quotidianamente nel contrastare il traffico illegale di opere d’arte nel nostro Paese.

Che dirvi: assolutamente da vedere!


TIP: con le nuove regole anti-Covid l’accesso alle mostre all’interno del sistema dei musei comunali è consentito solo previo acquisto on-line dei biglietti o chiamando lo 060608.

MINI TOUR DEGLI STATI UNITI: CHICAGO THE WINDY CITY

Sapete che Chicago è la terza città per grandezza negli Stati Uniti, dopo New York e Los Angeles? Che è la città del blues? E che da qui parte la Mother Road, la Route 66?
Chicago è una delle città americane più visitate da noi turisti italiani perché, grazie a molte serie tv, è entrata a far parte del nostro immaginario collettivo. È la città in cui grattacieli dalle forme più varie si specchiano nello Chicago River, è la città di Al Capone, della deep dish pizza e della metropolitana sopraelevata.

TIP: se stai progettando un viaggio negli USA non dimenticarti di compilare l’ESTA, un’autorizzazione a viaggiare in America che fornisce un ulteriore controllo su chi entra in territorio americano.
 
I grattacieli di Chicago
Foto di Martina
Ho scelto proprio "la città del vento" come prima tappa di un mini tour degli Stati Uniti. Il mio giro ha avuto come altre tappe San Francisco, Las Vegas e Los Angeles, di cui vi parlerò dettagliatamente. Pronti ad iniziare il nostro giro?

Guardando la cartina della cittá, ci si riesce ad orientare molto facilmente: se non fosse per le distanze americane (non proprio a misura d’uomo!), Chicago si potrebbe tranquillamente girare a piedi! Lo Chicago River la spacca in due, fino ad arrivare al Lago Michigan, la cui estensione ricorda più quella di un mare, tant’è vero che tocca ben quattro stati: Illinois, Michigan, Indiana e Wisconsin.
 
Lo Chicago Theatre
Foto di L. Frabotta
Il “centro storico” della città è chiamato Loop e qui si trovano le principali attrazioni.

TIP: leggermente più a nord del Loop, non dimenticatevi di immortalare la famosa scritta al neon del Chicago Theatre.

Partirei dal Millenium Park, una vastissima area sottratta nel 1997 alla società ferroviaria Illinois Central Railroad e riqualificata come parco cittadino. Qui hanno preso vita opere d’arte dal design ultramoderno: il Jay Pritzker Pavilion, la Crown Fountain, il Cloud Gate e il Lurie Garden. Il Jay Pritzker Pavillon è il padiglione della musica, dall’acustica perfetta, dove ogni anno si tiene il Festival del Blues, di cui Chicago è la città natale. La Crown Fountain è formata due torri quadrate sulle cui facciate vengono proiettati i volti di migliaia di cittadini; in estate, dalle bocche di ciascuno di questi volti, sembra zampillare l’acqua della fontana: un effetto ottico eccezionale! Il Cloud Gate è più conosciuto con il nome The Bean, il fagiolo: è la famosissima scultura in argento di Anish Kapoor le cui pareti riflettono lo skyline cittadino. Ultima tappa all’interno del parco è una passeggiata nel Lurie Garden, circondati da piante e fiori provenienti da tutto l’Illinos.

The Bean
Foto di L. Frabotta
Ogni città ha la propria “via dello shopping” e anche Chicago non fa eccezione: la Michigan Avenue, anche conosciuta come Magnificent Mile, non si riduce, tuttavia, alle sole vetrine. Qui si possono ammirare alcuni tra i più bei grattacieli cittadini: il Wrigley Building, per la cui forma ci si ispirò addirittura alla Giralda, la torre campanaria della Cattedrale di Siviglia, la Water Tower, tra i pochi edifici sopravvissuti all’incendio che nel 1871 distrusse la città, e la John Hancock Tower con il suo osservatorio panoramico al 94esimo piano. Salirci è un’esperienza unica, soprattutto al tramonto, quando avrete la migliore luce per osservare la città e il Lago Michigan in tutta la loro bellezza, direi a 360°, come recita il nome del punto di osservazione.


La Water Tower
Foto di L. Frabotta
TIP: un altro skydeck imperdibile è quello della Willis Tower, situato al 103esimo piano; vi troverete quasi sospesi nel vuoto, a 442 metri d’altezza, all’interno di quattro balconi formati da pannelli di vetro e acciaio che sporgono sul versante occidentale dell’edificio. Nelle giornate terse la vista può spaziare per i quattro stati!

Sempre lungo il Magnificent Mile, l’Art Institute dal 1897 raccoglie, conserva e valorizza opere d’arte delle più svariate epoche. Nelle sale si susseguono opere di Dalí, Warhol, Monet, Chagall, Manet, Picasso ed Hopper: il museo ha creato un percorso ad hoc che passa in rassegna i quadri più importanti della collezione permanente, per chi ha poco tempo a disposizione.

TIP: all’uscita, andando dritti verso Adams Street, troverete subito il cartello che indica la partenza della Route 66!

Per concludere la giornata, che ne dite di andare a vedere più da vicino il Lago Michigan? Il Navy Pier è il posto adatto: altro bell’esempio di trasformazione urbana, l’ex molo municipale dagli anni Novanta è una delle più famose attrazioni cittadine. L’area, di più di un chilometro, corre a fianco del lago e qui le cose da fare sono tantissime, per grandi e piccini: la ruota panoramica, lo Chicago Shakespeare Theatre, le giostre hi-tech e i carretti di gelato, zucchero filato e pizza.
 
Il Navy Pier
Foto di Martina
TIP: dovete assolutamente assaggiare la deep dish pizza, ovvero la Chicago-style pizza: una sorta di pizza ripiena, bella pesante e calorica. Oppure, se volete rimanere più leggeri, la thin-crust pizza, tipica oltre che di Chicago, del Midwest.


A conclusione di questa passeggiata, avete capito perché Chicago è soprannominata la città ventosa? In qualsiasi periodo dell’anno voi andiate, le fredde brezze che spirano dal Lago Michigan, soffiano sulle strade della città: vi assicuro che in estate è molto piacevole!

CELLENO BORGO FANTASMA DELLA TUSCIA VITERBESE


Avrete capito che la Tuscia Viterbese è un territorio che offre tantissime bellezze storico-naturalistiche, borghi incantevoli e viste spettacolari; ecco perché la scelta ricade sempre qui per una gita fuori porta!

Oggi vi racconterò di Celleno, un borgo fantasma che dista circa un centinaio di chilometri da Roma (1 ora e mezza di macchina) e 17 chilometri da Viterbo (20 minuti in auto).

TIP: raggiungendo Viterbo con il treno regionale FL3 è possibile arrivare a Celleno anche in autobus.


Ingresso al borgo fantasma
Foto di Martina
Ho detto borgo fantasma e vi spiego il perché. Tutti conosciamo Bagnoregio, “la città che muore”, arroccata su uno sperone tufaceo e, ormai, disabitata. Per Celleno la situazione è molto simile.


#UN PÓ DI STORIA Le sue origini risalgono all’epoca etrusca (IV-III secolo a.C.), ma è durante il Medioevo (X-XI secolo) che sorse un vero e proprio nucleo abitativo fortificato sulla parte terminale dello sperone tufaceo, protetto su tre lati da rupi. Passato nelle mani di diverse famiglie nobili, nel XVI secolo il possedimento divenne di proprietà ecclesiastica fino al 1870. Nel corso dell’età moderna. Celleno Vecchio è stato danneggiato più e più volte da terremoti e frane che ne causarono il progressivo abbandono dagli anni Trenta del Novecento, con la conseguente creazione dell’abitato di Celleno Nuovo.


La salita per raggiungere il borgo di Celleno Vecchio
Foto di Martina
Raggiungere il borgo fantasma è semplice grazie alla segnaletica ben presente e grazie ai molti parcheggi poco prima della breve salita per raggiungere la cima dello sperone tufaceo.

Una volta superato il portale d’ingresso, sull’ampia piazza cuore del borgo antico, si affacciano i principali edifici. Il Castello Orsini, circondato da un fossato, è munito di un imponente fortilizio e di una grande torre di guardia, caratteristiche che lo rendono una delle più affascinanti residenze signorili fortificate giunte fino a noi. Alla sua sinistra si trova la Chiesa di San Carlo, di cui rimangono solo le mura, mentre alla sua destra si erge la Chiesa di San Donato, in stile romanico, datata all’anno Mille ma con rimaneggiamenti seicenteschi, con un pregevole portale in pietra basaltica. Al suo interno i volontari della Pro Loco hanno allestito una mostra permanente sulle “macchine parlanti”, riunendo apparecchi radio a valvole, fonografi e grammofoni dalla fine dell’Ottocento fini agli anni Sessanta e Settanta del Novecento. 

Il Castello Orsini
Foto di Martina
Nel percorrere gli angusti vicoli che caratterizzano Celleno Vecchio, vedrete un susseguirsi di case in tufo rosso, senza intonaco, abitazioni completamente diroccate e altre, invece, messe in sicurezza e recuperate; all’interno di alcune la Pro Loco ha ricostruito scene di vita quotidiana degli abitanti del borgo, per lo più contadini, attraverso gli oggetti donati dai cittadini stessi. Ecco che possiamo vedere come lavorava un fornaio o un calzolaio, i loro strumenti di lavoro, come si conservava il vino o cosa si mangiava.

Il percorso porta a girare all’esterno dell’abitato antico, apprezzandolo nella sua interezza e godendo della vista sul territorio circostante.
Ci troviamo di fronte ad uno straordinario recupero, reso possibile dall’intervento del FAI, che ha inserito Celleno Vecchio nel 2018 nella lista dei beni tutelati, dall’impegno di un’amministrazione illuminata e dal forte desiderio dei volontari della Pro Loco di raccontare le bellezze della propria terra.

Il borgo visto dal percorso esterno
Foto di Martina
Ne ho dimenticata una: le ciliegie. Celleno è famosa proprio per questo frutto tanto che è chiamata la “città delle ciliegie”. 
A questa eccellenza della Tuscia è dedicata una sagra che si svolge, solitamente, alla metà di Giugno, con sfilate di carri allegorici e degustazioni del maraschino
, un liquore dolce ottenuto da marasche, visciole e spezie.