ROCCA DI PAPA E I SUOI MURALES

Una fuga nel Parco dei Castelli Romani


Continua l’esplorazione della zona dei Castelli Romani, meta preferita di noi romani per una fuga dalla città e per una gita domenicale tra borghi e buon cibo.

Oggi ti porto a Rocca di Papa, uno dei punti più elevati dei Colli Albani, a circa 20 km da Roma. 

Arroccata su di una rupe tufacea a circa 700 metri d’altezza, colpisce per i vicoli del centro storico, i murales e i suoi scorci panoramici che la rendono il “balcone dei Castelli Romani”.

La vista dal belvedere
foto di Martina

TIP: il Parco dei Castelli Romani è stato istituito nel 1984 a tutela dell’intera area, che comprende 15 comuni e 12.000 ettari; sono molti i sentieri escursionistici che portano a scoprire le faggete, i castagneti e i piccoli boschi di querce da sughero.

#UNPÓDISTORIA

La storia di Rocca di Papa è legata a stretto giro con quella di Albalonga, la città del Latium Vetus fondata nel XII secolo e distrutta dai Romani nel 673 a.C. Sul vicino Monte Cavo, nel periodo repubblicano, sorse il Tempio di Giove Laziale, importante luogo di pellegrinaggio. 

Entrata a far parte dei possedimenti ecclesiastici con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la zona conobbe un progressivo spopolamento fino al XII secolo quando Papa Lucio III vi fece costruire un imponente fortezza. Assediata da Ludovico il Bavaro nel 1328, la fortezza rocchigiana si sviluppò progressivamente durante la dominazione dei Colonna, ai quali appartenne fino all’annessione al Regno d’Italia, nel 1870.

Uno dei mural del borgo
foto di Martina

Seguendo le indicazioni per il centro storico, si sale al nucleo medievale dell’abitato, stretto attorno all’antica rocca della quale, tuttavia, rimane ben poco a causa delle spoliazioni di fine Ottocento. Si chiama, ancora oggi, quartiere dei Bavaresi perché, nel 1328, le truppe dell’imperatore Ludovico IV il Bavaro si stabilirono qui.

Grazie alla creatività e all’intuizione del pittore rocchigiano Miro Fondi, negli anni Ottanta il borgo venne decorato con decine di murales. Da allora, maestri d’arte e pittori desiderosi di dare il proprio contributo, hanno dato vita alla rinascita e alla crescita di Rocca di Papa attraverso la realizzazione di quadri permanenti, creando un vero e proprio museo a cielo aperto.

Una delle decorazioni di Giovanna Nasi
foto di Martina

Nell’estate del 2020 la pittrice, piemontese d’origine e romana d’adozione Giovanna Nasi, ha cominciato, quasi per gioco, ad abbellire portali e finestre del borgo con fiori colorati: un omaggio al paese che, nelle ultime estati, l’ha accolta per le vacanze estive.

Tanti sono i murales in cui è raffigurato il paese e in cui sono rappresentate scene della sua vita quotidiana del Novecento. Non mancano, poi, opere che rendono omaggio a importanti scienziati che hanno operato proprio qui: sai che Guglielmo Marconi ha usato il vicino Osservatorio Geodinamico per i suoi esperimenti sulla radiofonia? Incredibile!

Mural dedicato a Guglielmo Marconi
foto di Martina

Non perderti la vista dal belvedere che si trova proprio in cima al borgo: magnifica.

TIP: dalla parte più alta del paese parte una mulattiera che conduce, con una passeggiata di circa un’ora, sulla vetta del Monte Cavo (949 m), il mons Albanus dei Romani; poco lontana si trova anche la conca dei Campi d’Annibale, ossia l’antico cratere centrale del vulcano laziale, che prende il nome dalla famiglia romana degli Annibaldi, proprietaria della zona nel XIII secolo.

Ristorante "il Papillon"

Non c’è gita fuori porta che si rispetti senza un buon pranzo. Il locale che ti consiglio è il Papillon, proprio ai piedi di Rocca di Papa. Ottima cucina locale, con tanti prodotti del territorio, dai funghi, ai salumi, all’immancabile porchetta (qui ti parlo di questa eccellenza gastronomica): ne rimarrai entusiasta!

Se ti sei perso gli altri articoli sui paesi dell’area dei Castelli Romani, li trovi qui: Grottaferrata, il parco archeologico di Tuscolo, Nemi.

 

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