I CAFFÈ STORICI DI ROMA

È una fredda giornata invernale e non vedete l’ora di scaldarvi dopo una lunga passeggiata? Il primo sole primaverile vi ha spinto ad uscire di casa e volete rinfrescarvi? Siete immersi nella calura romana e sognate un posticino dove rigenerarvi?

Roma è piena di locali e di bar che fanno al caso vostro, ma alcuni di essi hanno anche delle storie da raccontarvi mentre sorseggiate le vostre agognate bevande.

Molti sono, infatti, i caffè storici della Capitale, angoli dove il tempo sembra essersi fermato al secolo scorso.

Iniziamo la nostra passeggiata da quella che è considerata la sala da tè romana per eccellenza, Babington’s Tea Room, in piazza di Spagna 23. Ospitata in un palazzo settecentesco, venne fondata nel 1893 da Isabel Cargill e Anna Maria Babington, per dar vita ad un locale dove gustare miscele di tè preparate secondo la tradizione inglese, in un ambiente rigorosamente british. Tutti gli arredi risalgono alla fine dell’Ottocento, a partire dal bel camino che riscalda turisti e romani nelle fredde giornate invernali.

Babington's Tea Room
foto di Martina

TIP: la Scalinata di Trinità dei Monti divide la sala da tè dal Keats and Shelley Museum, la casa museo dedicata alle brevi vite dei poeti romantici inglesi, e ultima dimora del poeta Keats che vi morí nel 1821.

A poca distanza, in via dei Condotti, il levantino Nicola della Maddalena inaugurò nel Settecento il Caffè Greco. Il locale divenne sin da subito un luogo d’incontro per politici, intellettuali, artisti e viaggiatori. Ancora oggi le sue eleganti sale, arredate con mobili e decori d’epoca, raccontano le memorie di questo splendido salotto di pensiero e cultura, frequentato da d’Annunzio, Leopardi, Casanova, Sthendal e Wagner, solo per citare alcuni illustri personaggi.

L'Antico Caffè Greco
foto di Martina

Non lontano da qui, in via del Babuino 150, le tre grandi vetrate del Caffè Canova Tadolini, da cui fanno capolino statue dalle più svariate dimensioni, vi invitano ad entrare. Nel 1818 lo scultore Antonio Canova, all’apice della sua carriera, strinse un forte legame con il più capace dei suoi allievi, Adamo Tadolini, affidandogli l’uso del suo studio. Fino al 1967 in questo atelier si susseguirono quattro generazioni di artisti appartenenti alla famiglia Tadolini. Oggi le sale ospitano sia il museo vero e proprio che il bar-ristorante: prendere un caffè circondati da statue e sculture è un’esperienza unica!

La facciata del Caffè Canova Tadolini
foto di Martina

TIP: proprio all’ingresso troverete una famosa scultura ad aspettarvi: è il Babuino, una delle statue parlanti della città, quella che da il nome alla strada in cui si trova.

Continuando nella nostra passeggiata, dietro piazza Navona, sono ben due i caffè che affondano le loro radici in un glorioso passato. 

Il Caffè della Pace, in via della Pace 3, sin dal Settecento, accoglie all’interno dei suoi salottini artisti, politici e personaggi dello spettacolo. 

Negli anni Trenta del Novecento venne aperta una torrefazione al civico 82 di piazza Sant’Eustachio, tra piazza Navona e il Pantheon. Ancora oggi, gli arredi, i mosaici e la pavimentazione del Gran Caffè Eustachio sono quelli originali. Qui la tradizione del buon caffè è sinonimo di attenzione alla qualità delle miscele, lavorate ancora con il macchinario del 1948. Non perdetevi il cremoso gran caffè in tazza grande: un piacere unico!

Allontanandoci dal centro, nel cuore del quartiere popolare di San Lorenzo, un altro locale storico merita assolutamente una visita. Sto parlando di Said. Antica Fabbrica del Cioccolato che dal 1923 esalta i profumi del cacao e delle forme dolciarie. Da sempre a gestione familiare, oggi Said è anche wine bar e ristorante: un menù all’insegna dell’originalità degli accostamenti, rende unico questo spazio che coniuga la storia del quartiere agli antichi macchinari della fabbrica.

Siete mai stati in qualcuno di questi locali? Raccontatemi la vostra esperienza o suggeritemi altri indirizzi!

 

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