LE CALDARROSTE

Ottobre e Novembre sono i mesi in cui in giro per l’Italia si susseguono sagre e feste dedicate alle castagne. Nelle grandi città e nei piccoli borghi, agli angoli delle strade, i venditori di caldarroste attirano i passanti con il loro richiamo e con l’odore inconfondibile: una magia che solo l’autunno ci può dare!
La castagna è un frutto di origine antichissima, era già conosciuto dai Greci e dai Romani per il suo alto valore nutrizionale e considerato un dono preziosissimo della natura. Del castagno vengono usate tutte le parti: legname, corteccia, fiori e foglie.. è un po’ come il maiale, “non si butta via niente”!

TIP: non tutti sanno che la castagna in realtà è il seme dell’albero, mentre il riccio che la contiene ne è il frutto.

Sagra delle Castagne, Soriano nel Cimino
Foto di Martina
Durante il Medioevo furono soprattutto gli ordini monastici a migliorarne la coltivazione, la trasformazione e la conservazione. Questo “cibo di gran nutrimento” divenne l’alimento principale nella dieta contadina, e per questo evitato dai nobili, il cui consumo si limitava ai frutti più grossi e di qualità eccellente che presero il nome di “marroni”.

Le castagne “calde e arrostite”, consumate soprattutto in zone di montagna, si trasformarono in caldarroste, con un’espressione incisiva e ad effetto che dal Lazio del XVIII secolo si diffuse in tutt’Italia.
Per evitare che si brucino, vengono cotte su di una grande padella che presenta molti fori sulla base, in modo tale che la fiamma entri in contatto con le castagne in maniera non invasiva; per mantenerle calde vengono messe nel classico “cartoccio”, un involucro di carta, che rende più agevole il mangiarle per strada.

Beh, direi che non rimane altro da fare se non farne una bella scorpacciata!

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