MINI TOUR DELLA GERMANIA

DA MONACO A COLONIA PASSANDO PER AMBURGO

La Germania è uno splendido ed eterogeneo paese che si estende dal Reno fino al confine polacco e dal Mare del Nord e del Baltico fino alle Alpi. Sono tante le città da visitare e gli itinerari possibili per andare alla scoperta dei land tedeschi. Il mio mini tour è partito dal sud, dalla Baviera, per poi spostarsi nella zona settentrionale dello Schleswig-Holstein e concludersi nella regione del Nord Reno: Monaco, il castello incantato di Neuschwanstein, Amburgo e Colonia le località che ho toccato.

A livello organizzativo, per poter risparmiare sui voli ed evitare inutili scali, prendete un volo a/r per Monaco di Baviera: a conclusione della vacanza, trascorrerete un’ulteriore notte “tecnica” nel capoluogo bavarese, ammortizzando i costi di un volo per Roma da Amburgo o da Colonia! Date un’occhiata qui per prenotare. Per gli spostamenti interni, piuttosto che affittare una macchina, mi sono affidata alla capillare rete ferroviaria tedesca: efficiente, puntuale ed economica, collega tutta la Germania e si possono acquistare i biglietti comodamente dall’Italia. Consultate il sito della Deutsche Bahn per farvi un’idea. Inutile dire che gli alberghi li ho prenotati su Booking dove ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le tasche. Bene, ora si comincia!

DAY 1

Prima tappa del nostro viaggio è Monaco, capoluogo della Baviera. La città si trova a breve distanza dalle Alpi e combina felicemente l’accoglienza della città di provincia con lo stile di vita sofisticato delle metropoli.

Per raggiungere il centro città dall’aeroporto Franz Joseph Strauss il modo più comodo, veloce ed economico è la metropolitana. Le stazioni della S1 e della S8 si trovano a metà strada tra il Terminal 1 e il Terminal 2 e sono ben segnalate. Entrambe le linee, pur facendo percorsi diversi, arrivano alla stazione ferroviaria centrale in circa 45 minuti. Il biglietto costa 8.8€ ma esistono forme di abbonamento ai mezzi pubblici che includono i viaggi da e per l’aeroporto.

TIP: Monaco è una città a misura d’uomo che si gira tranquillamente a piedi. Se volete comunque dare un’occhiata agli abbonamenti dei mezzi pubblici, cliccate qui.

L’albergo che ho scelto è il Best Western Atrium Hotel, nella zona della stazione (comoda per arrivare dall’aeroporto e per poi spostarsi nelle altre città). La struttura è molto bella, le camere sono spaziose e silenziose, valore aggiunto è il giardino interno dove ci si può rilassare dopo un’intera giornata a camminare. La colazione a buffet è spettacolare tanto che l’ho eletta come miglior colazione di tutti i viaggi che ho fatto!

Posate le valige in camera, è ora di andare in giro per l’Altstadt, il centro storico. Circoscritto dalle tre porte superstiti, entro nel suo cuore dalla trecentesca Karlstor e percorro la Neuhauser Strasse, strada molto animata e pedonale dagli anni ‘70. La puntellano fontane insolite come la Brunnenbuberl, decorata da un satiro e da un ragazzo in costume adamitico, e quella dedicata a Richard Strauss, con scene dalla Salomè. Qui gli edifici commerciali si fondono con palazzi eleganti, quali la Bürgersaal, la Sala del Comune, la Michaelskirche, la prima chiesa rinascimentale di tali dimensioni a nord delle Alpi, e la Augustinerkirche. Poco distante si erge uno dei simboli della città: l’edificio in laterizio della Frauenkirche, con le sue torri gemelle a cupola e con slanciate e alte vetrate gotiche. Addentrandosi nei vicoli, si raggiunge il Viktualienmarkt, il mercato alimentare più caratteristico della città; tra stand che espongono ogni primizia, non mancano quelli dove poter gustare ottimo street food. Arrivo, finalmente, al cuore dell’Altstad, Marienplatz, l’animata piazza che prende il nome dalla Vergine Maria, la cui statua dorata sormonta una colonna eretta nel 1638 proprio al centro di essa.


Cortile interno Rathaus, Monaco
Foto di L. Frabotta

Il Neues Rathaus, costruito tra il XIX e l’inizio del XX secolo, domina lo spazio con la sua facciata in stile neogotico. Grazie ad un ascensore, si può salire sulla torre, alta 80 metri, e ammirare lo splendido panorama. I turisti si radunano alle 11 e alle 12 per assistere al Glockenspiel: dopo il suono delle campane del carillon, appaiono figure meccaniche che ripropongono il tradizionale ballo dei bottai e un famoso matrimonio celebrato nella piazza nel 1568. Sul lato orientale spicca l’Altes Rathaus, edificio gotico ma in gran parte ricostruito. Il lato sud della piazza ospita la Peterskirche, il luogo di culto più antico della città. Se riuscirete a salire i 306 scalini della torre, godrete di un altro fantastico panorama dei tetti cittadini!


Hofbrauhaus, Monaco
Foto di L. Frabotta

Per concludere la passeggiata, una visita all’Hofbräuhaus è quello che ci vuole. Il birrificio di corte venne fondato dal duca Wilhelm V nel 1589 per produrre birra di suo gradimento; all’inizio dell’Ottocento venne aperta alla vendita al pubblico e da allora le sale sono affollate da avventori, musicisti e cameriere che portano giganteschi boccali di birra. Fermatevi qui per cena ed entrerete a pieno nello spirito bavarese.


DAY 2

Un nuovo giorno incomincia alla volta della Residenz, il palazzo che celebra il potere e la ricchezza dei sovrani di Baviera. Articolato intorno a sette corti, venne ampliato e ricostruito nel corso dei secoli: da fortezza con fossato ai margini della città divenne a palazzo per la vita di corte. Intorno al Kaiserhof, il Cortile Imperiale, si sviluppano magnifiche sale, tra cui la Kaisersaal, progettata per le occasioni ufficiali più prestigiose. Con la caduta della monarchia nel 1918, il complesso passò allo Stato. Il Tesoro raccoglie una delle più belle collezioni di oggetti preziosi al mondo; il Cuvilliestheater, il teatro di corte che porta il nome del suo architetto, rappresenta alla perfezione la rigorosa etichetta dell’epoca. Alle spalle della Residenz, attraversati gli Hofgarten, i giardini reali, si trova uno dei quartieri più animati e, allo stesso tempo, eleganti della città. Ludwigstrasse, dedicata a Ludwig I, il sovrano innovatore, è l’arteria principale della città, puntellata da librerie, gallerie d’arte, caffè e ristoranti.

Feldhernhalle, Monaco
Foto di L. Frabotta
A poca distanza, Odeonsplatz è dominata dai tre grandi archi della Feldhernhalle, la Sala dei Comandanti, che prende a modello la Loggia dei Lanzi a Firenze: venne costruita per celebrare l’esercito bavarese e i suoi generali, anche se oggi è ricordata soprattutto per il golpe fallito di Hitler, del 1923. La vicina Theatinerkirche è uno dei luoghi di culto più amati di Monaco e prende il nome dai monaci teatini, ordine fondato nel XVI secolo per contrastare il luteranesimo; la facciata ocra è sormontata da una cupola e fiancheggiata da torri gemelle. Da qui, non potete perdervi una passeggiata nell’Englischer Garten, progettato nel XVIII secolo, che si estende su oltre 5 km di superficie. Il parco è molto amato dai bavaresi che si rinfrescano lungo il fiume o prendono il sole distesi sui prati; arrivare in cima alla collinetta dove sorge il tempietto del Monopteros vi permetterà di godere della vista dello skyline cittadino. È arrivato il momento di un buon boccale di birra, magari accompagnato da un pretzel o, per rimanere “leggeri”, da stinco di maiale e kartoffen. Nella parte nord dell’Englischer Garten si trova una delle birrerie all’aperto più animate della città, la  
Chinesischer Turm, la torre cinese, a forma di pagoda. L’atmosfera è quella di un villaggio incantato: dall’ultimo piano della torre una banda di ottoni suona musiche tradizionali, camerieri in costume tradizionale servono fiumi di birra e piatti fumanti agli avventori, che schiamazzano ridendo seduti su tavolati di legno!

Chinesischer Turm, Monaco
Foto di Martina

Dopo essermi rifocillata e ritemprata, raggiungo, con una piacevole camminata, (ma anche con l’autobus!), Königsplatz, splendida piazza circondata da edifici neoclassici che ha fatto conquistare a Monaco il titolo di Atene sull’Isar. Era stata concepita nell’Ottocento come centro focale del quartiere dei musei: infatti, qui attorno gravitano la Glyptothek, l’Antikensammlungen, la Städtische Galerie, l’Alte Pinakothek e la Neue Pinakothek. I Propyläen di Klenze, sulla scorta dei propilei dell’Acropoli di Atene, dominano lo spazio della piazza, che venne usata dai nazisti per parate e raduni.

Per cena, vi consiglio di andare in un’altra birreria storica della città, Augustiner am dom, vicina al duomo. Molto caratteristiche le salette al piano superiore, tutte in legno: tra würstel, crauti e insalata di patate, avrete la possibilità di mangiare specialità bavaresi a prezzi contenuti e di annaffiare questi piatti deliziosi con un’ottima selezione di birre..cheers!

DAY 3

La sveglia oggi suona presto: bisogna raggiungere lo Schloss Neuschwanstein, uno dei castelli reali nelle Alpi Bavaresi, fatto costruire da Ludwig II, il “Re Sognatore”.

TIP: raggiungere il castello che ha ispirato Walt Disney per il suo logo, non è semplice: se non si ha una macchina a disposizione, ci si deve affidare al treno per Fussen, cittadina a 100 km da Monaco, ai piedi dei Monti Ammergebirge. Scesi alla stazione, per arrivare alla biglietteria, si deve prendere un autobus (il 73 in direzione Steingaden/Garmish-Partenkirchen o il 78, in direzione Schwangan) fino alla fermata Hohenswangau Alpenstrasse. State attenti agli orari dei treni e a quelli degli autobus: cercate di farli coincidere per evitare lunghe attese!

Le Alpi bavaresi e il castello Hohenschwangau
Foto di L. Frabotta

Le difficoltà ad arrivare saranno decisamente ripagate dalla bellezza di Neuschwainstein: il castello corona uno sperone di roccia sovrastante la gola del Pöllat. La visione romantica del Medioevo che ossessionava il re Ludwig è rispecchiata dalla natura rigogliosa, che potrete ammirare raggiungendo il Marienbrücke, il ponte sospeso su di un torrente che scorre quasi 90 metri più in basso! Qui il re era solito venire di sera ad ammirare il castello e ancora oggi offre il panorama migliore: l’imponente struttura sembra spuntare dalle rocce. I lavori iniziarono nel 1869 e Ludwig si ispirò alle opere di Wagner e alla sua idea di Medioevo per la costruzione. La Sala dei Menestrelli e la Sala del Trono sono due capolavori. Il re Ludwig salì al trono appena diciottenne e si dimostrò subito più attento ai sogni che alla realtà, tralasciando gli eventi storici e concentrandosi sulle sue fantasie. Dopo aver svuotato le casse reali per costruire il castello, Ludwig vi trascorse poco più di sei mesi.

Schloss Neuschwainstein
Foto di Martina

Poco distante, non perdetevi il castello Hohenschwangau, costruito tra il 1832 e il 1836 dal principe reggente Massimiliano, in uno stile gotico idealizzato. Venne spesso usato come residenza di famiglia dei Wittelsbach, tant’è che Ludwig vi trascorse buona parte della giovinezza: fu qui che incontrò Wagner, stringendo con lui una solida amicizia; si può ancora vedere il pianoforte che i due erano soliti suonare a quattro mani e parte della loro corrispondenza. Non vi nascondo che è stata una giornata faticosa e rientrata a Monaco, cena frugale in un take away e poi subito in hotel a rilassarmi: domani mattina mi aspetta il treno per Amburgo!



DAY 4

Anche oggi la sveglia suona presto, ma, fortunatamente, raggiungo in cinque minuti la stazione ferroviaria: in circa 5 ore e mezzo sarò ad Amburgo! La città sorge a 100 km dalle coste del mare del Nord e dalla foce dell’Elba ed è la seconda città tedesca per grandezza dopo Berlino e il primo porto del paese. Amburgo è un land a se stante, che porta il titolo di città libera e anseatica, di cui si è fregiata nel corso dei secoli. Arrivata in perfetto orario per l’ora di pranzo, raggiungo in metro la fermata St. Pauli, zona nella quale si trova il mio albergo, l’Holiday Inn Express Hamburg St. Pauli.

TIP MUOVERSI AD AMBURGO: benché la città si visiti comodamente a piedi, vi consiglio di dare un’occhiata alle diverse forme di abbonamento al trasporto pubblico. Io ne ho usufruito per gli spostamenti da e per la stazione dei treni e per andare a Blankenese!

L’hotel è in posizione centralissima e vicino alla metro, consentendo facili spostamenti. Come tutti gli alberghi di questa catena, offre qualità e comfort a prezzi contenuti e una ricca colazione a buffet! Check in fatto, valige posate..gambe in spalla, Amburgo mi aspetta.

La zona di St. Pauli negli anni Sessanta e Settanta era considerata la zona della “perdizione”, il quartiere degli eccessi. Oggi ha pienamente scontato questo passato peccaminoso e lungo la sua strada principale, Reeperbahn, si susseguono bar, locali, ristoranti e pub dove potersi divertire e ascoltare buona musica. 


Il locale Indra, Amburgo
Foto di L. Frabotta
Qui approdarono nel 1960 i Beatles, allora sconosciuta band di Liverpool, esibendosi per la prima volta nel locale notturno Indra, su Grosse Freiheit. Beatles Platz è un omaggio al gruppo: pavimentata di nero e circolare per ricordare un disco, presenta su di un lato le sagome in acciaio dei componenti della band con i loro strumenti. Amburgo venne distrutta da un terribile incendio nel 1842 e nuovamente devastata durante i raid del 1943; fortunatamente, molte tracce del passato sopravvivono a fianco degli edifici più moderni. La St. Michaelis Kirche, eretta nel 1762, è una delle maggiori chiese del barocco tedesco ed il suo campanile, Der Michel, alto 132 m, è un simbolo cittadino e punto di riferimento per i naviganti. Salendo in cima (ingresso alla torre 5€), potrete ammirare un panorama ineguagliabile del fiume Elba, del porto e della città. 

Panorama di Amburgo dal campanile della St. Michaelis Kirche
Foto di Martina

Nell’area sono sopravvissuti, da un lato, i vecchi Ospizi, i Krameramtsstuben, che testimoniano le condizioni di vita delle vedove indigenti nel Seicento; dall’altro, lungo Peterstrasse, le residenze eleganti e finemente restaurate dei ricchi mercanti. Arrivate fino al lungofiume dove potrete ammirare il traffico portuale sull’Elba. Qui, lungo la banchina, sono ancorati due vascelli-museo: la Cap San Diego, un cargo novecentesco, e il Rickmer Rickmers, un veliero del 1896 destinato alla rotta delle Indie Orientali. Poco distante, si staglia l’imponente mole del Landungsbrücken dove attraccavano i transatlantici. Oggi la zona è piena di posticini dove bere, mangiare e rilassarsi dopo un’estenuante camminata! Al vecchio Fischmarkt si vende ancora il pesce, in una cornice rumorosa, vivace e colorata che, la domenica mattina, attira turisti e residenti.
La fame si fa sentire e girando per il quartiere del porto, mi imbatto in una strada piena di ristoranti..portoghesi! Non stento a capire il perché la presenza di questa comunità sia così forte qui e, devo dire, che l’idea di mangiare un po’ di pesce mi alletta! Mi accomodo da O Pescador, un locale molto accogliente, dall’arredo di legno e dal personale molto gentile. Qui ho mangiato la zuppa di pesce più buona della mia vita, servita direttamente nella pentola: la porzione per due sarebbe bastata anche per quattro! Ottimi piatti e rapporto qualità-prezzo eccezionale: sono rientrata in albergo soddisfatta per la bella giornata trascorsa!

DAY 5

Chi era stato ad Amburgo mi aveva parlato di un quartiere pereferico, Blankanese, molto caratteristico, ben collegato con la metropolitana. Dopo una bella colazione, dedico la mattinata a questo antico villaggio di pescatori, il cui nome deriva dalla sabbia chiara (blank) della striscia di terra dalla quale salpavano un tempo i traghetti; oggi è uno dei più lussuosi quartieri residenziali di Amburgo. 


Blankanese, Amburgo
Foto di L. Frabotta

Situato sulla riva destra dell’Elba, sembra una cittadina a sè, con belle palazzine e ville residenziali in tipico stile tedesco. Dalla fermata metro “Blankanese” lo si può esplorare prendendo un autobus di linea, che si inerpica tra i sali-scendi del quartiere, portando fino al lungofiume, dove rilassarsi guardando l’andirivieni delle navi cargo. Ho scovato un ristorantino delizioso, con vista sul fiume, dove mangiare cose sfiziose accompagnate da un buon calice di vino, Strandhof

Ritemprata dalla vista e dal buon cibo, ritorno in centro città per visitare il cuore pulsante di Amburgo: il Rathausmarkt. Superate le volte imponenti dell’atrio, entrati nel cortile principale, l’elaborata fontana di Hygea ricorda la terribile epidemia di colera del 1892. La grande piazza antistante il Municipio è in stile Nordische Renaissance e venne completata nel 1897, quando Amburgo era il porto principale dell’impero tedesco. Un lato di essa è delimitato dal canale con cui l’Alster arriva fino all’Elba. Dall’altro lato, invece, un porticato in stile veneziano, l’Alsterarkaden, incornicia i negozi più chic della città. In questa combinazione di palazzi vecchi e nuovi, si inserisce il Vecchio Ufficio Postale, in stile italiano. Lo Jungfernstieg, poco distante, è uno dei viali più amati per lo shopping ma anche per i bar alla moda dove potersi sedere e guardare l’Alster Pavillon e il Binnenalster, da dove partono le imbarcazioni per le escursioni sul fiume Alster. Tra gli eleganti edifici che incorniciano il lago, spicca il quartiere generale dell’Hapag, la più importante linea di navigazione al mondo.
Dirigendosi verso la Nikolaikirche, attraversate il ponte dei padri fondatori, sull’Alster: è vegliato dalle statue dell’arcivescovo Asgar e del conte Adolf III von Schauenburg. Il Laeiszhof è un tipico palazzo sede di una linea di navigazione della città, costruito da uno dei fondatori dell’Hapag. Poco più avanti, i resti della Nikolaikirche, distrutta dalle bombe: un ascensore in vetro porta in cima all’alta guglia. Sulla vicina Deichstrasse, la strada della diga, sono allineate le imponenti facciate delle dimore mercantili risalenti al XVII-XIX secolo, dando l’idea di come dovesse apparire Amburgo prima del terribile incendio del 1842. 


Retro degli edifici lungo i canali, Amburgo
Foto di Martina

Scendendo lungo Nikolaifleet, è possibile dare un’occhiata al retro di questi edifici in mattoni rossi che, all’epoca, erano allo stesso tempo magazzini, uffici e abitazioni.

Le città portuali mi hanno sempre affascinato ed Amburgo non fa eccezione! Trascorro l’ultima cena in una cornice splendida, un locale affacciato su di uno dei canali che circondano la Rathaus Platz, la Brauhaus Joh. Albrecht, molto amato e frequentato in città. I piatti sono quelli della tradizione tedesca, schnitzel di maiale, salsicce e würstel, accompagnati da crauti e insalata di patate. L’ambiente è quello tipico delle birrerie, rivisitato in chiave moderna, con fusti fermentatori in rame qua e là. 
Con la pancia piena, la vista della piazza e dei canali illuminati dalla luna è il modo migliore per salutare questa splendida città..domani ultima tappa: Colonia!

DAY 6

La sveglia suona abbastanza presto: mi dividono quattro ore di treno da Colonia, capoluogo del land Nord Reno. La puntualità dei treni tedeschi anche oggi non viene smentita e per la tarda mattinata sono già arrivata in città e raggiunto l’albergo per il check-in.
Il Central am Dom è nel pieno centro storico e dalla stazione si raggiunge comodamente in 5 minuti a piedi. La struttura è carina e dotata di ogni comfort ed il prezzo non è esorbitante!

TIP: Il centro storico di Colonia è molto raccolto e si gira comodamente a piedi. Anche per raggiungere l’hotel dalla stazione, non ho avuto bisogno di prendere i mezzi pubblici!

Inizio la passeggiata dal simbolo della città, il Duomo a due torri. Colonia si espande a cavallo del Reno ed è il capoluogo delle arti e della cultura per le sue bellezze storiche. Città di fondazione romana, prosperó nel Medioevo grazie ai traffici commerciali lungo il fiume. Nel XIX secolo ebbe una forte industrializzazione, senza però esserne soffocata, come accadde alle città della Ruhr. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne devastata dai bombardamenti: la ricostruzione ha, però, rispettato l’originario assetto urbano.


Duomo, Colonia
Foto di Martina

La costruzione dell’imponente duomo, venne iniziata nel Medioevo e si concluse solo nel 1880: la mole di 157 metri svetta sull’antistante Domplatz, incantando i visitatori. Ispirato alle cattedrali gotiche del nord della Francia, alla metà del XIII secolo era l’edificio più alto del mondo. Ma i fondi destinati alla sua realizzazione si esaurirono presto e nel XVI secolo era ancora in costruzione la navata centrale e la torre sud. Nel 1842 i lavori vennero ripresi con più fervore per concludersi nel 1880, divenendo il simbolo della Germania unita. 
Giro intorno alla cattedrale per ammirarne gli esterni, la facciata ovest, la facciata sud, considerata uno degli apogei dell’architettura neogotica ottocentesca, e gli archi rampanti, le guglie e i pinnacoli dell’abside rivolti verso il Reno. Dal lato nord si accede alla Sala del Tesoro, ospitata sotto volte sotterranee, dove si ammirano preziosi arredi liturgici. L’interno è di proporzioni enormi e ricco di capolavori, a partire dalle vetrate della navata laterale nord, risalenti al Cinquecento. In una cappella laterale è esposta la Croce di Gero, scolpita alla fine del X secolo in legno di quercia, la più antica e grande scultura medievale a nord delle Alpi. Alle spalle dell’altare, lo sguardo è attratto dal Reliquiario dei Re Magi, motivo per il quale la cattedrale venne costruita. Ci vollero più di 30 anni per realizzare la teca, splendida e finemente decorata, e per potervi alloggiare le reliquie dei Re Magi. Si può salire sulla torre sud del duomo e ammirare lo splendido panorama sulla città e sul Reno: se siete ben allenati, al costo di 3€ salirete a piedi i 533 scalini, altrimenti, con un piccolo supplemento, eviterete la fatica arrivando comodamente in cima con un ascensore!

All’ombra della cattedrale, Domplatz è dominata dalla spirale della Taubenbrunnen, la fontana del piccione: il suo scultore Ewald Mataré, ebbe un ruolo importante nei lavori di ricostruzione e abbellimento post bellici. Poco distante, la struttura in cemento degli anni Settanta della Domfontäne segna il confine con la Roncalliplatz, su cui si affaccia il possente edificio del Museo Romano-Germanico: dalla vetrata esterna potrete ammirare lo splendido mosaico di Dioniso. Mi avvicino al lungofiume dando un’occhiata all'Hohenzollernbrücke, lo spettacolare ponte sul Reno percorso da chi raggiunge la città con il treno.


Hohenzollernbrucke, Colonia
Foto di L. Frabotta

Il Paolozzi-Brunnen è un parco con giochi d’acqua, punto di partenza per una passeggiata sul lungo fiume. Se volete godere di una vista della città insolita, prendete uno dei battelli ormeggiati in questa zona per una romantica escursione fluviale di circa un’ora: non vi devo dire che l’orario migliore è il tramonto!
Tornata nella zona della cattedrale, per cena prendo posto nella birreria per antonomasia di Colonia Fruh am döm; è un locale su tre piani e gli antichi interni delle sale sono stati recuperati e ricostruiti nel dopoguerra; è molto affollato ma non si fa fatica a trovare un tavolo: il cibo è buono, soprattutto la zuppa di gulasch, e la birra Kölsch scorre a fiumi!


Fruh am dom, Colonia
Foto di L. Frabotta

DAY 7


Oggi risveglio lento: non c’è nessun treno da prendere, ma devo solo godermi la giornata!Dopo una buona colazione, mi avvio verso il cuore politico ed economico di Colonia: la piazza del Municipio. Il Rathaus presenta un alta torre medievale e un delizioso loggiato rinascimentale che fanno di questo edificio il simbolo della determinazione dei cittadini a non piegarsi al potere temporale dei principi o spirituale degli arcivescovi. Al di sotto sono conservati i resti del Prätorium, il palazzo del governatore romano. Questa zona fu il centro delle attività degli ebrei fono al XV secolo, momento della loro espulsione. Ne è testimonianza la Mikwe, una vasca per bagni rituali, risalente al XII secolo, oggi coperta da una piramide di vetro. Di fronte all’edificio in mattoni della Hays Neuerburg si trova il bacino in bronzo della divertente Fastnachtsbrunnen, la Fontana del Carnevale, eretta nel 1913. 
Raggiungo l’Alter Markt, piazza al centro della quale si erge la Jan von Werth-Brunnen che prende il nome da uno stalliere che riuscì, nel XVII secolo, a scalare la piramide sociale fino a diventare generale. Alzando lo sguardo, non si può non notare il posteriore nudo del Kallendresser, con cui l’artista Ewald Mataré ha espresso la sua opinione sui personaggi che si riuniscono nel vicino municipio.

Kallendresser, Colonia
Foto di L. Frabotta
Dalla piazza, uno stretto passaggio porta ad una corte la cui attrattiva sono i personaggi della Ostermann-Brunnen, fontana che mette in scena una parata di carnevale. Dirigendomi verso il Fish Markt, incontro gli Stanlio ed Olio di Colonia, le statue Tünnes und Schäl di Mataré e, a poca distanza, la Tier-brunnen, la Fontana degli Animali. 
L’area è dominata dalla chiesa romanica di Gross St.Martin, un tempo parte di un monastero. Finalmente arrivo nell’animata piazza del Fischmarkt, un tempo teatro del mercato del pesce. Intorno alla fontana a forma di trifoglio, si stagliano case dalle facciate variopinte. 


Fischmarkt, Colonia
Foto di L. Frabotta
Questa è la zona più caratteristica dell’Alstadt, il centro storico, dove sopravvive il labirinto di strade, vicoli e piazze. 
Per rilassarmi e trascorrere l’ultima sera decido di cenare proprio qui, dove si susseguono una miriade di ristoranti e caffè caratteristici. Affacciato sul lungofiume, l’Ex Vertretung attira la mia attenzione, non a caso: il locale è molto carino, con tavolini anche all’aperto per poter guardare il lento scorrere del Reno; i piatti sono quelli tipici della tradizione tedesca, cucinati in modo impeccabile: quale modo migliore per salutare Colonia e la Germania?

La vacanza volge al termine: mi aspetta una notte “tecnica” a Monaco per poi rientrare a Roma. Se avete qualche altro giorno a disposizione vi do un consiglio: prendete un treno per Amsterdam, da Colonia dista meno di tre ore di treno!


5 commenti:

  1. La descrizione è piena di notizie interessanti e di grande ausilio per il viaggiatore che ha programmato un viaggio in Germania. Qualitativamente ottimo il supporto fotografico.

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    1. Speriamo che queste informazioni ti possano essere utili nel programmare un viaggio in Germania!

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