LONDON CALLING A PALAZZO CIPOLLA

La mostra sul ruolo della capitale britannica nell’arte contemporanea 


Londra è la capitale europea dell’anticonformismo, una città dinamica ed in eterno movimento, punto di riferimento per gli artisti di tutto il mondo.

London Calling
foto di Martina

Palazzo Cipolla, edificio storico nel cuore di Roma, ospita una mostra dedicata all’arte contemporanea figlia della “swinging London”. Le protagoniste sono circa una trentina di opere di 13 artisti, accomunati da una caratteristica, l’aver respirato il fermento creativo della capitale britannica, dagli anni Sessanta in poi.

Tanti i nomi importanti in mostra, da Kapoor ad Hirst, da Scully ad Hockney, appartenenti a generazioni diverse ma la cui opera è inscindibilmente legata a Londra.

Il percorso espositivo mette in risalto non solo la produzione degli artisti, plasmata e forgiata a Londra, ma anche il contribuito che essi stessi hanno dato alla città nel farla diventare il fulcro del mondo dell’arte contemporanea. I lavori scelti per questa mostra appartengono alla fase creativa più attuale degli artisti, ponendoli in una posizione di primo piano nell’attuale scena creativa globale.

Ti parlerò delle opere  e degli artisti che più mi hanno colpito.

Anish Kapoor crea opere dalle forme più disparate, usando materiali diversi ed esplorando geometrie caratterizzata dall’alternanza di pieni e vuoti. Magenta Apple Mix 2 (2018) è formata da due grandi dischi rossi dalla forma concava che capovolge e deforma i riflessi, creando un ambiente vagamente inquietante.

Anish Kapoor, Magenta Apple Mix 2
foto di Martina

L’opera di Mat Collishaw è incentrata su questioni di ambiguità morale trattate con la moderna tecnica dell’imaging. In Seria Ludo (2014), l’artista ha creato una scultura animata con la tecnica dello zootropio. Per effetto della rotazione del lampadario, le 186 figurine creano una scena quasi di eccitazione orgiastica, la cui ripetitività coinvolge ma disgusta al tempo stesso. 

Non può mancare Damien Hirst, il cui lavoro si concentra preminentemente sul rapporto tra vita e morte. È esposta una delle sue opere più iconiche, Glen Matlock (1996-1997); prende il nome dal bassista inglese che suonava nella formazione originaria del gruppo punk rock dei Sex Pistols. Raffigura uno studio medico pieno di confezioni di farmaci, bottigliette e altri oggetti usati in ambito sanitario. È un ritratto delle ansie contemporanee sulla malattia, sulla fragilità del corpo umano è una riflessione sulla dipendenza da farmaci. C’è spazio anche per due esempi di spot paintings, tra le sue opere più note e riconoscibili. Hirst esplora le variazioni sul tema della macchia (spot appunto) dal 1986, quando era ancora studente.

Damien Hirst, Beautiful totally out of this world painting
foto di Martina

Assolutamente sorprendente è l’opera di Scully che fonde le tradizioni della pittura europea con l’astrattismo americano, aprendo le porte alla nuova corrente dell'astrattismo emozionale. Scully inserisce nell'arte astratta un elemento narrativo di stacco, alternando blocchi di strisce orizzontali e verticali dai colori intensi che sembrano sospesi in un equilibrio immersivo.

Si conclude questo viaggio nell’arte contemporanea londinese con un’artista che mi ha molto colpito, Julian Opie: egli coniuga la semplicità del linguaggio visivo della vita moderna con influenze dalla ritrattistica classica e dalle xilografie giapponesi; reinterpreta in maniera, a mio avviso, sorprendente il lessico della vita quotidiana, dagli avvisi pubblici, ai pannelli informativi ai segnali stradali.

Qui sotto, ti lascio qualche informazione pratica per organizzare la tua visita.


TIP 

Palazzo Cipolla, via del Corso 320

Fino al 17/07

dal martedì alla domenica 10-20

Biglietti: 6€ intero - 4€ ridotto


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